SCOMPIGLIO NELLA GIUNTA D'ALFONSO

Il governatore dell'Abruzzo parla il giorno dopo l'indagine che lo ha coinvolto sugli appalti truccati prima del bando

Luciano D'Alfonso
Il sodalizio D'alfonso Marcantionio sotto la lente d'ingradimento degli investigatori: governatore reo di aver truccato gli appalti prima del bando

"C'è uno stato d'animo che è quello della tranquillità coincidente con la totale estraneità". Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, rispondendo ai giornalisti a margine dell'inaugurazione dell' anno giudiziario della Corte dei conti abruzzese, parlando dell' inchiesta della Procura della Repubblica di L'Aquila che lo vede indagato, con altre 12 persone, su appalti pubblici abruzzesi.
Sull'opportunità di chiedere di essere sentito dalla Procura di L'Aquila, D'Alfonso si è limitato a rispondere: "Lo valuterò con i miei legali". Il governatore ha lasciato comunque intuire collaborazione: "Non vedo l'ora di potere concorrere, non solo documentalmente. Ho un patrimonio conoscitivo frutto di 30 mesi di lavoro che, secondo me, è utile per arrivare a fondo di qualsiasi verità". Sul fatto che dal 2000 a oggi gli ultimi quattro presidenti abruzzesi, lui compreso, siano stati indagati, ha concluso: "Non mi occupo di questa analisi sociologica, so che si fa, ma non sono all'altezza di condurla".
Intanto si ravvisa un punto di congiunzione tra l'inchiesta, condotta dai Carabinieri su Palazzo Centi e quello che riguarda un progetto Masterplan a Lettomanoppello e le ristrutturazioni delle case popolari di Pescara condotta dalla Squadra Mobile: Gianluca Marcantonio, rampante professionista sponsorizzato da D’Alfonso e da lui fatto nominare all’interno del Consiglio dei lavori pubblici grazie all’intercessione con il presidente delle Regioni, Stefano Bonaccini.
L'unione tra il governatore e l'architetto sembra ben saldo, si guardi gli incarichi che il professionista ha ricevuto da D'Alfonso sia nella veste di sindaco di Pescara che come governatore dell'Abruzzo e, per ultimo, il politico abruzzese lo ha fatto nominare, solo pochi giorni fa, anche dentro il comitato scientifico del Commissario, Vasco Errani, per la ricostruzione del terremoto in centro Italia.
Maracantonio e D'Alfonso, ora sembrano ulteriorermente legati anche da queste ude nuove inchieste, del 2015 e 2016, per le quali la procura dell'Aquila ipotizza reati di nquinamento delle procedure di appalti o di scelta del contraente.
Di certo a D’Alfonso viene contestata nell'inchiesta che riguarda il territorio pescarese la turbata libertà di scelta del contraente che è un reato recentemente introdotto per cercare di colpire tutte quelle attività svolte nelle fasi preparatorie degli appalti da imprenditori e pubblici ufficiali che vogliono orientarle ed eterodirigerle.
Si tratta di tutti quegli atti che vanno ad avvantaggiare il contraente -prescelto prima della gara- attraverso svariate azioni che possono essere la redazione a tavolino di un bando, la scelta dei requisiti da introdurre per “cucire su misura” la gara o più semplicemente fornire notizie utili a sbaragliare la concorrenza in sede di gara ufficiale. In ogni caso un inquinamento che avvelena la pubblica amministrazione ed il libero mercato.

di MAURO D'AGOSTINO

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