BLUE WHALE

Quanto c'è da sapere sul macabro "gioco" che spinge i giovani al suicidio

In Italia da alcuni giorni si parla molto del "Blue Whale", un misterioso fenomeno di internet che consisterebbe in una serie di prove da superare, tra cui l’automutilazione, e che avrebbe spinto decine di adolescenti nel mondo al suicidio.

Da alcuni giorni si parla molto del "Blue Whale", un misterioso "gioco" online nato in Russia che ha spinto 157 giovanissimi russi a togliersi la vita a causa di una serie di macabre prove da superare. Il nome "Blue Whale" si ispira alle balene e alla loro pratica di spiaggiarsi e morire senza alcun apparente motivo. Il folle rituale psicologico induce i ragazzini ad una depressione talmente profonda che l'unico modo per liberarsene è togliersi la vita: sotto la guida di un tutor, il "gioco" si struttura per tappe che prevedono regole ferree da seguire. Tra le regole ci sono autoincisioni su varie parti del corpo, svegliarsi alle 4:20 di notte per guardare video psichedelici e dell'orrore inviati dal tutor, ascoltare musica triste inviata dallo stesso tutor, uscire di casa per andare sul tetto di un palazzo alto e restare un pò sul cornicione, disegnare balene azzurre, postare sul proprio profilo Facebook la frase "I'm a whale" e non parlare con nessuno per un'intera giornata. Fino a che si arriva al 50 esimo giorno, quando c'è l'ultimo inquietante compito assegnato: "Saltate da un palazzo alto. Prendetevi la vostra vita". L'ultimo atto, infine, va filmato. Chi riesce a compiere l'ultimo gesto è considerato una sorta di "vincitore", mentre chi non rispetta le regole o parla del "gioco" ai genitori viene pesantemente ricattato: in caso di disobbidienza, infatti, il tutor li minaccia di far del male ai loro familiari. Si tratta di un percorso studiato alla perfezione: le vittime sono adolescenti che stanno bene, ma che vengono manipolati psicologicamente dagli ideatori, fino a pensare che mettere fine alla propria vita sia l'unica soluzione possibile per superare la grande depressione indotta dal gioco stesso. Per i bimbi di 9 anni, poi, esiste un gioco parallelo alla "Blue whale" e si chiama "Fata di fuoco": ai bambini viene fatto vedere un cartone animato dove un loro coetaneo si trasforma in una fata di fuoco. Nel cartone animato c'è un bimbo che entra in cucina, accende il gas e si trasforma in una fata di fuoco, come le Winx. Vedendo questi cartoni i bimbi sono invogliati a ripetere le stesse azioni. Sui social, i bambini, oltre a vedere i cartoni animati della fata di fuoco, trovano anche il foglio delle istruzioni del gioco: "Entra in cucina silenziosamente senza farti notare da nessuno altrimenti la magia scomparirà. Accendi il gas e torna a dormire".
Ma chi c'è dietro a tutto questo? Chi è la mente malata? In Russia in questi giorni è arrivato il primo arresto: in manette è finito Philipp Budeikin, 22enne studente russo di psicologia, reo confesso senza mostrare il minimo pentimento. Anzi. Il giovane ha affermato che "Ci sono le persone e gli scarti biologici, - ha spiegato durante un interrogatorio - "io selezionavo i secondi, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società: io li ho fatti morire, ma loro erano felici di farlo".
Ma ciò che spaventa ora è che il macabro gioco è sempre più vicino anche all'Italia. Anche in Abruzzo la paura è molta e niente va sottovalutato. Pochi mesi fa, a Livorno, un ragazzino si è buttato dal palazzo più alto della sua città. La testimonianza dei compagni di classe è agghiacciante: il ragazzino ha seguito le regole del gioco, fino a che si è lanciato dal palazzo più alto della città. Il giovane, descritto da tutti come un ragazzo per bene e molto attivo, si è suicidato alle 7.30 del mattino e la caduta sul cofano di un’auto non gli ha lasciato scampo: il giovane è morto sul colpo. A trasformare in certezza l’ipotesi che si tratti del "Blue Whale", ci hanno pensato due compagni di scuola del suicida. A Matteo Viviani, inviato del programma "Le Iene", proprio loro hanno rivelato di essere al corrente del fatto che il 15enne aveva preso parte a quel folle, macabro, inquietante gioco.
Ma non sapevano come sarebbe andato a finire.

di MARTINA MOSCA

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