POLITICA

Teramo: si gioca alle "belle statuine" tra ruggini e veti

La crisi di maggioranza va riportata nelle Istituzioni: è il Consiglio Comunale che decide se Brucchi può ancora governare Teramo, è quella la sede per verificare numeri, opportunità e voti. Lo ribadiscono con forza le opposizioni, lo dichiarano anche i cosiddetti capibastone del centro destra teramano: Gatti e Tancredi. Tutti d’accordo, dunque, nel riportare la decisione nella sede istituzionale. Il Consiglio è stato convocato per il 6 Giugno, uno slittamento rispetto alla richiesta delle opposizioni, che ha sollevato dubbi e proteste. L’accusa mossa al primo cittadino è stata quella di non aver risolto i problemi e le divisioni interne nei 20 giorni che ha avuto a disposizione dopo le dimissioni e di voler prolungare di altre tre settimane l’agonia. La minoranza tutta, intanto, sta lavorando ad una mozione di sfiducia da presentare proprio nella seduta del 6 Giugno. Una mozione eventuale, perché la vicenda potrebbe risolversi senza la necessità di presentare il documento: potrebbe essere palese l’assenza del numero sufficiente per l’azione amministrativa. Brucchi è in silenzio. Nessuna novità sui rapporti con i dissidenti della sua maggioranza e su un eventuale ritocco alla Giunta, che potrebbe creare ulteriori smottamenti. L’impressione è che ormai sia per lui inevitabile il passaggio in Consiglio, nella speranza che una pubblica assunzione di responsabilità spinga qualcuno al ripensamento. La politica del centro destra teramano appare imbrigliata e immobilizzata da veti incrociati e ruggini sedimentate che difficilmente potranno trovare nuove alchimie e nuovo vigore.

di PAMELA RONCONE

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