SI SPENGONO I RIFLETTORI GLI INCENDI CONTINUANO

L'Abruzzo brucia in barba a tutto ed a tutti

Nel mentre continuano a bruciarsi i boschi si scopre l'incapacità di una classe politica attenta solo ai propri interessi e del tutto incapace a tutelare territorio e popolazione.

Notizia battuta dal'ANSA: "Non accenna a spegnersi il rogo sul monte Morrone. Oggi nuovi focolai si sono accesi in più punti, in particolare vicino al Casino Pantano, alla chiesetta di San Pietro e nel borso di Mandra Castrata. Fiamme anche sul versante pescarese, verso Caramanico Terme. Nuove preoccupazioni e tensioni, insieme a polemiche sull'insufficienza e sul ritardo degli interventi. Le fiamme, dopo aver superato Passo San Leonardo, dove il rogo era iniziato sabato scorso, proseguono verso Roccacaramanico, frazione di S.Eufemia a Majella (Pescara). Sul posto 50 uomini tra volontari e protezione civile, 5 squadre dei Vigili del Fuoco con un elicottero, oggi in azione anche un Canadair.
Intanto il monitoraggio dell'Arta, agenzia regionale per la tutela ambientale, sulla qualità dell'aria a Sulmona, località Marane, rivela un innalzamento della concentrazione degli inquinanti. Le maggiori concentrazioni di notte; nelle prime ore del mattino diminuiscono col mutare della direzione del vento."
Ma, come spesso accade, il territorio vive ben altra realtà, più drammatica di quella già non proprio edificante, riportata dai comunicati delle agenzie che, come tutti sanno, devono anch'esse rispondere a dei padroni.
Una nota che ci è pervenuta in redazione da parte di un lettrice che vive proprio nella zona del grande disastro ambientale dice:
"Ho visto che il giorno 20 è stato pubblicato un articolo sul monte Morrone che brucia , presumo da una tua collega, ad oggi 24 agosto i focolai sono ancora molti, gente comune e volontari si stanno attrezzando con estintori donati da proprietari di attività per spegnere gli incendi che aggrediscono case ed attività
Ci sono state, nei giorni scorsi, le classiche passerelle di politici che ci vogliono far credere che è tutto sotto controllo. Noi riteniamo che non è così, ci sono 600 ettari ti territorio bruciato , animali scesi a valle ( lupi per essere precisi) perché impauriti e disorientati. Il polmone della valle Peligna è morto e nessuno ne parla , nessuno si muove, chi dovrebbe e potrebbe non lo fa, tanto a Pescara si sta bene ... "
Poche parole quelle della nostra lettrice che denuncia quanto di scandaloso avviene nella nostra regione.
Un detto popolare, in vernacolo, recita. "Bone rocch, bone tutta la rocch".
La saggezza popolare è sempre in auge è calza alla perfezione questa situazione di incendi e scempi del territorio abruzzese.
Nel mentre i politici sono impegnati a curare i propri affari il territorio riporta ferite profonde che non riusciranno a rimarginarsi in tempi brevi; mentre l'attenzione è focalizzata alla tutela delle proprie cose e delle proprie famiglie ed amici il territorio e il popolo è in balia di delinquenti ed irresponsabili.
Il fuoco, il disboscamento selvaggio, l'eliminazione di alberi per far posto a ipotetici quanto irrealizzabili marciapiedi accessibili anche alla carrozzelle, progetti partoriti da menti in parte bacate ed nella restante parte del tutto vuote, stanno distruggendo l'ambiente, quello stesso ambiente di cui si riempiono la bocca durante le campagne elettorali. Oramai, sempre di più ed in numero sempre maggiore s rimpiange un passato dove esisteva, una maggiore considerazione dell'Italia, del suo popolo e del su territorio.
Verrebbe da porsi una stupida e semplice domanda: abbiamo messo dei soldati a guidare un esercito, crediamo davvero di poter vincere almeno solo qualche battaglia?

di MAURO D'AGOSTINO

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