DIRITTI VIOLATI

Pescara, Striscia la Notizia in città per la "vergogna" parcheggi di casta

Claudio Ferrante, Presidente dell' "Associazione Carrozzine Determinate", non ce la fa più e ricorre al giornale satirico "Striscia la Notizia" nella speranza di sbloccare questa situazione vergognosa e di cattivo gusto, un disonore per i cittadini rappresentati da un'amministrazione così indifferente alle problematiche di chi dalla vita è già stato duramente colpito.

E' finita sugli schermi di tutta Italia la denuncia dell'Associazione Carrozzine Determinate e la battaglia condotta con più forza che mai da Claudio Ferrante, per la difesa dei diritti dei diversamente abili ad avere parcheggi riservati alla categoria che possano in qualche modo rendere possibile e meno disagevole la fruibilità di servizi come anche recarsi presso gli uffici di riferimento per i loro bisogni e necessità, come nel caso di Pescara. Ma il punto vero è: "Quanto a cuore sta questa categoria di persone a chi dovrebbe occuparsi della loro tutela in senso lato?" E naturalmente il riferimento è alla classe dirigente locale, nella misura in cui è a loro possibile intervenire come per esempio, lasciare il privilegio dei parcheggi proprio sotto i loro uffici, fare qualche passetto a piedi senza il timore di consumare un paio in più di scarpe e permettere a chi ha necessità reali di parcheggiare vicino al luogo di interesse o se vogliamo usare un termine più appropriato di "bisogno".
Una vergogna quella di Pescara dove la casta politica privilegiata composta da assessori, consiglieri e semplici dipendenti comunali, usufruisce gratuitamente di posteggi riservati per il proprio mezzo a discapito di categorie più deboli; parcheggi limitati da una sbarra ai quali si accede solo con apposito badge ma basta recarsi davanti all'ingresso limitato di tale parcheggio, per vedere come vi siano molti posti vuoti. Badate bene VUOTI ma riservati, quindi inaccessibili. Non ci sono parole per descrivere una simile situazione a fronte di richieste ripetute da anni ormai anche alla precedente amministrazione. L'assessore Civitarese alla obiezione di Jimmy Ghione che si tratti di un privilegio riservato risponde." Guardi...io non lo considero un privilegio ma penso che la questione si possa risolvere". A ciascuno le proprie riflessioni sul fatto che l'assessore non lo consideri un privilegio. Noi diremmo piuttosto che questa affermazione suona come un insulto all'intelligenza di ogni persona con un quoziente intellettivo corrispondente alla media. Il gruppo di attivisti ha ironicamente chiesto ed ottenuto dall'assessore a quel punto che, per qualche istante, si sedesse su una carrozzina per fargli assaporare come può essere una vita intera su un supporto che può ribaltarsi al minimo ostacolo e l"ebrezza di andare all'indietro di qualche centimetro l'ha provata pochi istanti dopo...meglio delle montagne russe vero assessore? L'apoteosi poi si è raggiunta pochi istanti dopo, quando il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli ha dichiarato al microfono di Jimmy Ghione: "Sicuramente deve essere un impegno quello di un'amministrazione vicina ai disabili, quella di aumentare i posti e le disponibilità per chi ne ha bisogno. Potremmo iniziare a fare uno studio su come distribuire questi posti". Signor Pagnanelli, ma di quale studio parliamo...basta togliere qualche tessera di troppo, naturalmente lasciandola a chi tra i dipendenti ha il medesimo problema degli appartenenti all'Associazione che porta avanti questa campagna per il riconoscimento di un proprio diritto e ci piacerebbe aggiungere a nome di tutta la cittadinanza: iniziamo a non togliere parcheggi destinati ai disabili coprendo con della vernice bianca il simbolo per disabili per rendere meno visibile la precedente destinazione, così come appare chiaramente evidente dal video registrato di Striscia la Notizia, poi mandato in onda ieri sera su canale 5; ebbene piccoli pezzi di suolo pubblico fino a quel momento parcheggi per disabili, successivamente numerati e poi riservati anche quelli a destinazione diversa. La cittadinanza se ne domanda il perché.

di JANIRA PACIONE

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